BREVI CENNI SULLA STORIA

 Il cuore dell’azienda è la villa padronale “la Topaia”. In tempi remoti (XIII-XIV secolo) la villa era l'unica costruzione esistente sul podere. Solo molto più tardi, nel XIX secolo, a questo antico nucleo si aggiungerà una grande casa colonica e poi di seguito la stalla, il fienile e la loggia.

Una lunga e attenta ristrutturazione ha contribuito a dare nuova vita all'azienda, adibendo all'accoglienza turistica gli spazi non più necessari alla conduzione agricola. Via via che nascevano gli alloggi agrituristici, si è deciso di battezzarli con un nome evocativo della loro originaria destinazione: ecco quindi Loggia 1, Loggia 2, Stalla...
Dino Campana e Sibilla Aleramo

A Villa La Topaia, la tradizione dell'attuale ospitalità agrituristica è nobilitata da un eccellente precedente letterario. La Topaia è infatti rinomata per aver visto nascere l'amore tra la scrittice femminista Sibilla Aleramo (al secolo Rina Faccio, 1876-1960) e Dino Campana (1885-1932), uno dei più significativi poeti italiani del Novecento, autore dei “Canti Orfici”.

Al tempo dei fatti, nell'estate del 1916, Sibilla Aleramo era a Villa La Topaia ospite di Maria e Julien Luchaire (1876-1958), intellettuale e politico francese che nel 1907 aveva fondato l'Institut Français de Florence, una delle più prestigiose istituzioni francofone in Italia.

Poeta “pazzo” isolato e reietto, solitario e insultato, Dino Campana era nativo di Marradi nella Romagna toscana, e col Mugello ebbe un rapporto fortemente conflittuale: eppure questa terra, e questa natura, lasciano tracce profonde nel suo animo e nelle sue pagine: “…c’è una bellissima vegetazione, il blu profondo del cielo si incontra con la luce toscana mattina e sera sulle frange dei monti. Il fiume è bellissimo…”. La Comunità Montana del Mugello ha prodotto l'interessante libretto “A piedi con Dino Campana” che ripropone alcuni itinerari tra le nostre montagne da lui descritti nei diari o nei carteggi.

Il rapporto passionale e tumultuoso tra Campana e la Aleramo è stato ritratto qualche anno fa nel film “Un viaggio chiamato amore“ di Michele Placido, con Stefano Accorsi e Laura Morante, basato sull'epistolario tra i due protagonisti della vicenda.

Ecco alcuni stralci dalle lettere di Sibilla Aleramo a Dino Campana scritte tra queste mura:

La Topaia Borgo San Lorenzo lunedì [24 luglio 1916]
“...... e tutto il Mugello m'è nuovo. Qui sono in una casa di campagna, grande, deserta. Gli ospiti me l'han lasciata durante questa loro assenza, per due settimane. “

[Villa La Topaia, Borgo S. Lorenzo] mercoledì sera [9 agosto 1916]
“.... Stasera è l'ultima di questa solitudine alla Topaia. (Quei benedetti Luchaire, avessi saputo che tardavano tanto a tornare! ... Ma non bisogna voler loro male: senza questa villeggiatura in casa loro, chissà quando ci saremmo trovati, io e te)...“